Stent ureterale: consigli comportamentali e stile di vita

19.04.2026

Lo stent ureterale è un piccolo tubicino inserito tra rene e vescica per favorire il deflusso dell’urina in presenza di ostruzioni, calcoli o dopo un intervento urologico. La sua presenza può provocare fastidi come bruciore, bisogno frequente di urinare o lieve dolore lombare, ma con alcuni accorgimenti quotidiani è possibile ridurre i sintomi e mantenere una buona qualità di vita.

Questo articolo offre indicazioni pratiche su come gestire al meglio lo stent ureterale: dall’idratazione corretta all’attività fisica consentita, fino ai comportamenti da evitare e ai segnali che richiedono un controllo medico. Le informazioni hanno uno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere dello specialista, ma aiutano a vivere con maggiore serenità il periodo in cui lo stent deve rimanere in sede.

I disturbi legati al posizionamento di uno stent ureterale si dividono generalmente in due fasi:

1. Fase Acuta (primi 2-3 giorni):  è il periodo più fastidioso; la vescica e l'uretere reagiscono alla presenza del corpo estraneo con spasmi intensi; in questa fase è comune avvertire:

  • forte urgenza e frequenza urinaria;
  • dolore al fianco durante la minzione;
  • presenza di sangue nelle urine, specialmente se ci si muove.

2. Fase di Adattamento (dal 4° giorno fino alla rimozione): dopo i primi giorni, l'organismo tende ad "abituarsi"; i sintomi non scompaiono del tutto, ma diventano più sordi e tollerabili; molti pazienti riferiscono che il fastidio si ripresenta solo dopo sforzi fisici o lunghe camminate.

3. Risoluzione Post-Rimozione: la notizia positiva è che i sintomi svaniscono quasi istantaneamente (solitamente entro 24-48 ore) dopo la rimozione dello stent; una volta sfilato il tubicino, la vescica smette di essere irritata e l'uretere riprende la sua normale funzionalità.

Consigli pratici

  • Idratazione: bere molta acqua (circa 2 litri al giorno) serve a "lavare" la vescica, riducendo l'irritazione causata dai piccoli coaguli di sangue e prevenendo le incrostazioni sullo stent;
  • Attività Fisica: si consiglia di evitare sforzi fisici intensi o movimenti bruschi, poiché lo stent è "libero" in vescica e il movimento può causare micro-traumi alla mucosa (aumentando il sangue nelle urine);
  • Minzione: evitare di trattenere l'urina troppo a lungo per non aumentare la pressione retrograda verso il rene (che causa il tipico dolore al fianco durante il passaggio dell'urina).

Ricorrere ai farmaci dietro prescrizione medica

I farmaci sono il pilastro principale per rilassare la muscolatura dell'uretere e della vescica e rendere piu' tollerabili i sintomi:

  • Alfa-litici (es. Tamsulosina, Silodosina): sono i farmaci di prima scelta; riducono la pressione all'interno dell'uretere e gli spasmi vescicali, migliorando significativamente il dolore e i sintomi urinari;
  • Antimuscarinici (es. Solifenacina, Ossibutinina): utilizzati per ridurre l'urgenza e la frequenza urinaria agendo sulle contrazioni involontarie della vescica causate dallo sfregamento dello stent;
  • Combinazione: spesso l'associazione di un alfa-litico e un antimuscarinico offre i risultati migliori.

Gestione del Dolore:

  • FANS (es. Ibuprofene, Ketoprofene): molto efficaci per il dolore al fianco e l'infiammazione locale;
  • Paracetamolo: può essere usato come alternativa o in associazione, sebbene meno efficace dei FANS sulla componente infiammatoria ureterale.

Quando preoccuparsi

Mentre è normale avvertire un leggero bruciore e vedere urine rosate, bisogna rivolgersi al Pronto Soccorso  se compaiono:

  • Febbre (possibile segno di infezione);
  • Sangue rosso vivo persistente con coaguli che rendono difficile urinare;
  • Dolore insopportabile che non risponde ai farmaci prescritti.


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